AUMENTO MAMMARIO PER VIA ASCELLARE
CON PROTESI ANATOMICA SUBMUSCOLARE
La via ascellare per collocare protesi mammarie ha dimostrato di avere enormi
vantaggi poiché nasconde la cicatrice nella piega
ascellare e poiché è tecnicamente semplice.
La protesi anatomica submuscolare collocata per via
ascellare riempie adeguatamente il polo superiore mamamrio
dando sufficiente volume e proiezione al polo inferiore.
Il piano submuscolare è quello adeguato quando
la paziente presenta scarsa quantità di tessuto
mammario per ricoprire l’impianto dato che evita
che il margine della protesi si nascondono nei quadranti
superiori della mammella.
L’incisione nella piega dell’ascella viene realizzata in diversi
modi. Si è dimostrata una tecnica semplice e
sicura con buoni risultati estetici, con il vantaggio
aggiunto che la cicatrice resta nascosta nella piega
ascellare.
Con l’impianto anatomico collocato per via ascellare, si ottiene una
mammella con sufficiente volume e proiezione nei quadranti
inferiori oltre che una pienezza adeguata dei quadranti
superiori mammari.
Quando la paziente presenta una scarsa quantità di tessuto per coprire
l’impianto (pinch test < 2cm), il piano adeguato
dove collocare l’impianto è quello submuscolare
poiché collocandolo nel piano subghiandolare
o subfasciale il bordo di questo diverrà evidente
nel polo superiore della mammella.
|
Tecnica chirurgica
Si realizza una incisione di 3 cm nella piega ascellare.
Successivamente identifichiamo il bordo del muscolo
pettorale maggiore. Con l’ausilio di una pala
di luce fredda ci introduciamo nel piano subpettorale,
del muscolo pettorale maggiore e sopra al muscolo pettorale
minore che resterà intatto. Le inserzioni del
muscolo pettorale maggiore alla IV, V e VI costa si
rompono con un dissettore smussato dietro al quale collochiamo
un retrattore di pala doppio che abbiamo disegnato (Serra-Renom
Swivel endoscopic retractor) che solleva nella zona
mediale il pettorale maggiore e nella zona laterale
il muscolo serrato.
Mediante endoscopia realizziamo un’emostasi meticolosa e verifichiamo
che la tasca sia regolare e simmetrica. Con un globo
di misura espandibile assicuriamo la simmetria delle
tasche e prendiamo la misura del volume necessario per
l’impianto. Introduciamo l’impianto e chiudiamo
l’incisione. La fasciatura attenta eviterà
rotazioni dell’impianto e successivamente deformità
del petto. Si lascia per 3 settimane. La paziente dormirà
in decubito supino durante il primo mese successivo
all’intervento.
Abbiamo ottenuto risultati altamente soddisfacenti in pazienti operate con
questa tecnica poiché l’aspetto del seno
risulta molto naturale e dal tatto adeguato.
Con l’impianto anatomico collocato nel piano subpettorale otteniamo un
petto dall’aspetto naturale e con proiezione adeguata
del polo inferiore mammario ed una buona pienezza dei
quadranti superiori.
Il petto acquista un tatto adeguato e grazie alla via
ascellare otteniamo il nascondimento della cicatrice
che sicuramente avremmo ottenuto utilizzando la via
periareolare o del solco submammario. Il piano subpettorale
inoltre che ridurre l’incidenza di contrattura
capsulare a medio e lungo termine, ci permette di nascondere
l’impianto incluso in pazienti con pinching test
< 2 cm. Tecnicamente la via ascellare è semplice
da realizzare. Con luce fredda ed endoscopia creeremo
tasche simmetriche e regolari. Abbiamo disegnato un
retrattore di pala doppio per facilitare questa manovra.
Un globo misuratore gonfiabile ci da la misura esatta
dell’impianto e ci assicura la simmetria delle
tasche.
Una fasciatura stretta che lasceremo una settimana e avendo cura di avere prudenza
nei movimenti nel postoperatorio così come dormire
in decubito supino durante un mese e evitare qualsiasi
manovra che possa spostare l’impianto, sono gli
accorgimenti da rispettare nel postoperatorio.
|